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2016 – Intento a cesellare ore morte (“Mezza galera” – residenza nell’ex carcere mandamentale di Montefiascone a cura di Giorgio de Finis)

La cella è una dimensione in cui il tempo è scandito da linee orizzontali e verticali. Tutte le forme si spalmano in una condizione bidimensionale. Ma se la luce proietta su tutte le pareti la grata della finestra accentuando la sensazione di gabbia, è leggittimo pensare di invertire il piano costruendo la libertà da dentro la cella. In questo caso “Papillon” crea un ribaltamento e l’ombra della grata viene finzionalmente proiettata sulla bocca di lupo invertendo la direzione della luce.

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Cella” è il video che documenta la realizzazione di un tatuaggio. L’inchiostro è ottenuto da una miscela di urina e fuliggine. Ago e filo di cotone. Si tratta di cinque punti che simboleggiano il detenuto al centro della sua cella. È un quadrato. Di nuovo linee orizzontali e verticali.

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E dal quadrato si parte per l’opera che da il titolo alla cella: “Intento a cesellare ore morte (Ordnung muss sein!)”. Un quadratino di carta di dimensioni 4×4 mm diventa paradigma della costruzione di un ordine e traduzione fisica della densità che assume il tempo. Ogni quadratino viene ritagliato prima da un foglio a quadretti e poi incollato su un nuovo foglio in maniera da comporre un nuovo foglio a quadretti. Una sorta di terapia occupazionale in cui i 3200 quadretti complessivi sono come i granelli di sabbia di una clessidra infinita in cui ogni tassello è un istante cui viene dedicata particolare cura ed attenzione.

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2015 – Guardando a Occidente (17 Ottobre – 8 Novembre XVIII Biennale di Penne)

In questo caso il video è un appunto visivo, didascalico rispetto al disegno. Ed in parte è l’inserimento del disegno nel video ad essere didascalico. Il disegno è fatto sulla base della proiezione del video che modifica continuamente le sue linee e forme. La luce diventa fattore determinante nella costruzione dell’immagine. Nel buio iniziale sono poche ed indefinite le linee costruttive dell’immagine e andranno a produrre un “paesaggio astratto”. In piena luce la definizione dell’immagine, pur ottenuta per mezzo di scarabocchi, sarà facilmente leggibile. La luce del tramonto, con i suoi “lance flare” crea un’immagine quasi distopica. Infine, la luce che viene accesa nell’interno dell’appartamento da cui è fatta la ripresa, se da un lato svela i piani (dentro-fuori, luce-buio) attraverso lo specchiamento sul vetro della luce dell’abat-jour, dall’altro produce un’immagine che da sola non restituisce il gioco di specchiamenti di cui sopra. Un braccio di ferro tra due linguaggi sulla sottile ed a tratti invisibile linea di confine tra le possibilità di entrambi (senza dirigersi verso l’animazione) in un gioco tra complementarietà di video e disegno.

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2015 – Host & Guest Lecture – EHP RISD (Roma) (14 Ottobre)

Abstract: Dove si nasconde la differenza tra l’ospite che ospita e l’ospite che è ospitato? Cosa li distingue e cosa li accomuna? Come mai in italiano sono la stessa parola mentre in inglese ci troviamo davanti a due parole distinte? La radice etimologica di ospite è la stessa di ospizio, oste, ostello, ospedale ma anche quello di ostile. Esiste una gerarchia piramidale per sangue o per terra o siamo tutti ospiti sulla terra?

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2015 – TrY (Y route Trebisonda) 7 Ottobre – 30 Ottobre – Perugia

Ciò che fa la differenza per un luogo deputato alla cultura è quanto questo riesca a sostenere nel tempo il tentativo di rigenerarsi mantenendo il passo del proprio cammino, senza tralasciare il gravoso bagaglio che la scommessa culturale comporta.
Spesso camminando ci si trova davanti ad un bivio, dove si deve escludere una strada per percorrere l’altra, altre volte invece le strade confluiscono e chi prima la stava affrontando in solitaria, può ritrovarsi ad avere dei compagni con i quali poter condividere l’idea di questo percorso.
Confrontando le esperienze si animano dibattiti e può nascere uno scambio dialettico che spesso può dar luogo a nuovi importanti stimoli.
Lo storico spazio TREBISONDA di Perugia e SPAZIO Y di Roma si sono incontrati lungo i loro percorsi e questo ha stimolato il reciproco interesse nel far nascere un progetto di scambio tra le due realtà.
Gli artisti di Spazio Y presentano a TREBISONDA un progetto che è un tentativo di riflessione profonda sul concetto di tempo luogo e percorso, proponendosi di percorrere a piedi la strada che li porterà a Perugia, producendo durante il cammino una serie di opere frutto degli incontri e delle suggestioni che nasceranno durante l’azione.
“L’intento è di umanizzare l’azione artistica attraverso un atto fisico, liturgico e trascendentale.
Il cammino diventa una scommessa per cercare o riscoprire una propria disciplina al fine di liberarsi dalle costrizioni dettate dalla società. Proporre a se stessi nuovo materiale per l’inconscio, ormai evirato e normalizzato dal consumo che si è sostituito al desiderio.
Porsi una meta che è equivalente alla partenza, non conoscendo perfettamente il percorso, ma solo immaginandolo, provoca destabilizzazione, ma anche fonte di vigore creativo biologicamente legato all’esistenza.”.
Gli artisti partecipanti Paolo Assenza, Arianna Bonamore, Piotr Hanzelewicz, Laura Palmieri, Ugo Piccioni, Nicola Rotiroti e Germano Serafini, partiranno da Roma in un percorso a piedi che toccherà le tappe di Rieti, Piediluco, Spoleto, Trevi, Assisi e in fine Perugia. I lavori realizzati durante il tragitto saranno presentati il giorno 7 Ottobre nella sede di TREBISONDA.
01 ottobre: Roma – Piediluco 02 ottobre: Piediluco – Spoleto 03 ottobre: Spoleto – Trevi 04 ottobre: Trevi – Assisi poi “Deviazione” a VISOAVISO, Fuseum Perugia 05 ottobre: Perugia TREBISONDA
07 ottobre: inaugurazione mostra a Trebisonda ore 18.00
L’intero percorso sarà documentato dal lavoro video di Lidia Cheresharova

Foto: Germano Serafini

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2015 – Colloquio (Trebisonda – PG)

Il locale caldaie del Centro per l’Arte Contemporanea Trebisonda ospita un posticcio ufficio in cui incontro i visitatori della mostra (circa 5′ ciascuno) ponendo domande sulla mostra e sulle aspettative dovute alla comunicazione della stessa ed invitando ad una riflessione.

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2015 – Lunaria annua (24 Settembre – 25 Ottobre – V edizione Re_Place opera pubblica – L’Aquila)

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http://www.re-place.it/2015_replace.html

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2015 . L’artista Piotr H. ascolta storie e scrive sulla sabbia
(6 di sabbia – Spazio Y, Quadraro – Roma)

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2015 – Storia volatile (Naked lights, 18 giugno – Teatro TordiNona – Roma)


Naked lights
performance dal palco e autocombustioni
.serata in due tempi.
Giovedì 18 giugno 2015/ ore 19,30

In antico le lampade erano l’unico strumento di illuminazione dei teatri. Le fiamme costituivano un fattore di rischio e di pericolo non indifferente. Moltissimi teatri, infatti, finirono arsi dal fuoco. Nel 2015 a Roma, presso il teatro TordiNona, Naked Lights, progetto dedicato alle performance, propone un’operazione che ha come fulcro il corpo dell’artista. In un ideale centro della scena, il performer diventa torcia umana, fiamma viva che, come nella corrispondente espressione inglese, “naked lights”, mette a fuoco una costitutiva nudità dell’arte, così da diventare egli stesso corpo emanante. Mentre a teatro l’attore indossa panni altrui, in Naked Lights l’artista si fa opera, offrendo una forma d’arte vera e concettualmente rischiosa, capace di toccare le corde profonde del vissuto umano. Si da vita, così, ad una serata che porta a teatro l’esperimento, la continua imprevedibilità del performer nei confronti del pubblico e del contesto in cui si esprime. Naked Lights ribadisce una separazione usualmente necessaria a teatro, data dal palco e dalla quarta parete, tra attore e spettatori. Per mezzo di questi filtri si indagano nuovi approcci e forme di coinvolgimento del pubblico all’arte visiva contemporanea. Questo progetto riflette in maniera obliqua l’idea del Varietà, nella misura in cui propone artisti diversi tra loro, ognuno dei quali darà dimostrazione della propria ricerca in modo flagrante, proprio come il divampare di una torcia. Il 18 Giugno tutto il teatro sarà animato dall’arte, grazie ad una serie di performance ongoing e happening, anche a carattere musicale, che avverranno negli spazi comuni a precedere il momento in cui il pubblico sarà convogliato nella sala principale del teatro. Un evento all’insegna della convivialità, strutturato come segue:
Primo tempo – Combustioni foyer, sala Strasberg-Giordano, camerini: performance ongoing, happening, musica e drinks
Secondo Tempo – Performance dal palco sala Pirandello
Artisti:

Elena Bellantoni, Tomaso Binga, Lucia Bricco, Simone Cametti, Carlo De Meo, Mauro Folci, Piotr Hanzelewicz, Myriam Laplante, Luca Miti, Pasquale Polidori, Gian Maria Tosatti, Daniele Villa, Daniele Casolino, Mike Cooper, Andrea Lanini, Fabio Orecchini, Branislav Petric, Laura Riccioli, Enea Tomei, Luca Venitucci e gli artisti§innocenti: Petra Arndt, Davide Cortese, Riccardo Frontanelli, Rita Mandolini, Carlo Massaccesi, Armando Moreschi, Franco Ottavianelli, PLM Pacentini, Francesca Saracino, Donato Simone
Naked Lights
Ideazione, cura e logistica
: P.L.M. Pacentini e Ludovica Palmieri
C
ollaborazione: Lidia Cheresharova e artisti§innocenti
Foto documentazione di Vincenzo Monticelli Cuggiò – Video documentazione: E-performance
Grafica: Carlo De Meo
Ringraziando il Teatro TordiNona per l’ospitalità

Teatro Tordinona: Via degli Acquasparta, 16 Roma 00186 Ingresso e pop-corn: 3 €

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2015 – Serci (Arte in Caserma – stazione Metro B Pietralata – Roma)

https://piotrhanzelewicz.files.wordpress.com/2010/10/serci.pdf

Manifestare davanti ad una caserma non si può.
Neanche per ricordare che la caserma, per effetto della legge del 2013, dovrebbe essere destinata (anche) a spazio sociale.
E allora ecco la chiamata aperta che risponde all’inaccessibilità dovuta alle chiusure mentali, organizzative e burocratiche di chi dovrebbe dare nuova vita agli edifici dismessi.
Questi edifici hanno due futuri possibili: rinascere attraverso processi partecipati oppure essere messi in vendita e diventare affari a poco prezzo per finanza e costruttori.
Il recupero degli spazi inutilizzati è, infatti, un’occasione irripetibile di creare lavoro, luoghi condivisi e cultura.
Chiedendo che in particolare grosse caserme e ex depositi passati dal demanio militare al demanio pubblico siano destinate a un uso pubblico (studentati, laboratori, aree di coworking, ateliers d’artisti, luoghi di socialità) non ci si ispira altro che a due articoli di una Costituzione, il 42 e il 43, ormai fin troppo maltrattata.

Così per chiedere, ancora una volta che parte della grande area della Caserma Ruffo, ma anche di altri edifici sparsi in tutta Roma, vengano destinati all’arte e agli artisti, il  Comitato per l’uso pubblico delle caserme ha deciso di invitare le artiste e gli artisti di partecipare a questa battaglia, anzi di condurla insieme e insieme cercando di coinvolgere i cittadini verso una soluzione che non siano ennesimi centri commerciali, ma luoghi di creatività, partecipazione, possibilità per giovani artisti di avere spazi dove lavorare.

Ed ecco quello che è successo in un luogo non luogo come l’uscita della stazione metro di Pietralata con l’obiettivo di coinvolgere, motivare, incuriosire più persone possibili circa questo progetto.
Per immaginare cosa ci potrebbe essere oltre la facciata ed il muro di cinta della Caserma Ruffo si è mossa una
massa critica d’arte.

Fra i partecipanti Citto Maselli, Valentina Di Odoardo, Claudia Quintieri, Piotr Hanzelewicz, Gianni Piacentini, Gabriele Talarico, Daniele Spanò, Nicola Rotiroti, Piotr Hanzelewicz ed altri ancora.

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2015 – Piccole cose di poco conto (studi) (Polarville – 26 Giugno – 16 Luglio L’Aquila)piccole cose di poco contofinissage copy

https://piotrhanzelewicz.files.wordpress.com/2010/10/piccole-cose-di-poco-conto.pdf

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2014 – Sotto le stelle (Spazio Menexa – Roma)

http://www.spaziomenexa.it/it/event/sotto-le-stelle/

Piotr Hanzelewicz ci fa riflettere che la moneta è uno degli ultimi simboli rimasti. Da questo la moneta ricava una dimensione di doppiezza, che incanta sempre per la sua natura bivalente. Infatti se la moneta ha una dimensione ideale connessa alla possibilità di fare e possedere, d’altra parte ha una materialità e presenta delle soluzioni formali che non possono essere trascurate. Piotr Hanzelewicz interviene quindi dall’esplorazione delle caratteristiche fisiche di questi oggetti. Nascono così le ossidazioni, che ci presentano delle monete stanche del loro rappresentare, e quindi si rassegnano a una cancellazione. Anche le valenze formali sono investigate da Piotr Hanzelewicz, così a causa dell’automatismo funzionale che guida il nostro quotidiano contatto con il denaro, normalmente trascuriamo la sua effigie. Dimentichiamo così che il denaro è popolato di figure, architetture, numeri e simboli. Piotr Hanzelewicz ci costringe e a riflettere su ciò che non vediamo, nonostante stia continuamente nelle nostre mani. In questo modo scopriamo che dietro l’implacabile monumento al valore eretto dalla moneta, ci sono segni la cui irrazionalità e inverosimiglianza è evidente. Allo stesso modo le prodigiose valenze simboliche della moneta non sono dimenticate. Infatti nonostante l’identità tra moneta e potere non sia poi così diretta, viene accettata, al contrario, con spontaneità e naturalezza da tutte le società. La moneta dunque è riconosciuta come emblema di un desiderio che trova immediata realizzazione proprio col suo possesso. In questa mostra Piotr Hanzelewicz giunge a conclusioni che riguardano l’umanesimo più che l’economia. Come l’uomo deve lavorare per dare identità al suo ideale, anche il denaro deve subire una sublimazione per riuscire a rappresentare i nostri sogni. Un’operazione apparentemente semplice come la detenzione e l’uso del denaro suscita così una serie di passaggi mentali, legati alla materia, al possesso e al simbolo, di cui normalmente ci sfugge la portata. Questa esposizione ci invita a riscoprirli. (Paolo Aita)

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2014 – Piegato per i prossimi 10 anni

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Hanzelewicz piegato-per-i-prossimi-10-anni-ossidazioni-da-rame-su-carta-preparata-e-poi-piegata-dim-originali-100×70

“Piegato per i prossimi 10 anni (da aprire in ottobre 2024)” è un’opera spedita al futuro. Uno stato temporaneo in attesa di una prospettiva di collocazione; per adesso piegato. Un foglio di dimensioni 100×70 cm ospita una serie di interventi di ossidazione di rame (ottenute con monete da un centesimo). Viene poi piegato più e più volte (le dimensioni attuali sono 24×35 cm) e destinato ad essere “spiegato” solo tra dieci anni.

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2014 – All’ombra del pavone (Biblioteca del Senato – Roma)

La Biblioteca del Senato ospita, nella sala degli Atti parlamentari, una mostra d’arte di Piotr Hanzelewicz, che ha ideato una serie di interventi riuniti sotto il titolo “All’ombra del pavone”. La mostra, organizzata con la collaborazione e il patrocinio dell’Istituto Polacco di Roma, è curata da Michela Becchis. Le singole installazioni costituiscono la continuazione e anche la parte nuova di un itinerario che l’artista conduce lungo il complesso e difficoltoso rapporto tra il denaro e il tempo. Nel caso di questa porzione nuova di progetto, Hanzelewicz concentra tanto il suo fare quanto il pensiero dell’osservatore sui possibili nessi tra il denaro e il tempo più apparentemente rarefatto che esista: il tempo della cultura. Rarefatto nel senso chimico del termine, cioè che approfitta o dovrebbe approfittare della minore pressione; quella del quotidiano, quella dei bisogni primari, quella dell’economia, quella della finanza. Se questo sia poi vero, è una delle domande che si fanno materia nelle opere esposte e nella grande ombra, volutamente solo immaginata ma realmente calpestata per il tramite di una delle opere in sala, del pavone, animale caro a Giunone e suo simbolo. Simbolo della bellezza della sapienza sì ma, come lo stesso animale lamenta in una celebre fiaba, di una bellezza che o tace o è destinata a essere messa a tacere perché considerata ormai poco affascinante nel suo canto.La mostra sarà aperta da Michela Becchis, curatrice, con un intervento dal titolo Monete belle, false e ludiche. Giochi di denaro nella Roma imperiale. Piotr Hanzelewicz, come previsto dal suo progetto espositivo, presenterà il percorso e guiderà il pubblico. La mostra sarà visitabile fino al 31 marzo 2014.

Presso l’Istituto Polacco di Roma, in via Vittoria Colonna 1, giovedì 13 marzo alle ore 18, nell’ambito degli incontri realizzati intorno alla mostra “All’ombra del pavone“, Paola Di Cori parlerà di “La densità degli oggetti: Annette Weiner nelle Trobriand” e Maria Giovanna Musso parlerà di “Denaro e bellezza“. Al termine le due studiose dialogheranno con Piotr Hanzelewicz intorno al tema dei lavori esposti alla Biblioteca del Senato.

Foto Ela Bialkowska OKNOstudiophotography

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2014 – Quasi un Euro (progetto speciale per MU6 – Artefiera Bologna)

https://quasiuneuro.wordpress.com/

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